Il luogo segreto delle marmotte nel cuore delle Dolomiti

C’è un luogo nelle Dolomiti dove si possono incontrare e persino nutrire le marmotte! A dirla tutta ce ne sono alcuni, non è proprio l’unico unico, però, le abitanti di questo luogo sembrano essere particolarmente socievoli e disposte ad incontrare l’essere umano.

 

Incontro ravvicinato al Pian de Schiaveneis

 

La marmotta, dovete sapere, è un animale parecchio timido, perché è uno fra i più pacifici al mondo. Al bisogno, e ovviamente in inverno per il letargo, vive ritirato nelle sue tane sottoterra, o, a volte “sottoroccia”. Non è di certo un predatore e, non avendo più grandi o tanti nemici, sta espandendo il suo territorio, anche se resta comunque quello dell’alta montagna. Al limite il suo “nemico” ora è proprio l’essere umano che non rispetta l’ambiente e lo inquina con oggetti, rumori e quant’altro.

In questo video trovi le nostre impressioni:

Essendo io nativa della Val Badia (che ha scelto come suo simbolo proprio questo animale) ho un particolare legame con le marmotte. L’adesivo rosso sagomato lo riconosco velocemente quando, in giro per l’Italia, lo vedo appiccicato su qualche macchina di affezionati turisti. Questo legame si è rinforzato ancora di più da quando abbiamo dato il nome Lujanta a mia figlia. Lujanta è una delle protagoniste delle leggende del Regno di Fanes, una principessa, la gemella di Dolasilla, vissuta tutta la vita con le marmotte, che salva il popolo di Fanes dalla sicura sconfitta e li porta nelle viscere della terra, finché il popolo in superficie non vivrà di nuovo in pace. Mhh, ancora non ci siamo…

Ma il posto di cui vi voglio parlare non si trova in Val Badia…

Quando ho saputo di questo posto dove le marmotte si possono incontrare facilmente e persino toccare, non vedevo l’ora di andarci, forse fremevo persino di più dei miei figli!

Ed ecco, che ci siamo muniti di mele, carote, cetrioli e noci da poter offrire alle nostre “sorelle pelose” e ci siamo messi in macchina. Dalla Val Badia è necessario percorrere quasi due passi interi: il passo Gardena e il passo Sella. Il luogo “segreto” si trova verso la fine del passo Sella appunto. Partendo da Canazei, invece, lo si trova abbastanza vicino.

Insomma, un segreto come quelli di Pulcinella, hehe, però, devo dire che in effetti non è poi così conosciuto. Forse è un bene, per le marmotte, chi lo sa.

Ed ecco che lo sveliamo: si chiama Pian Schiaveneis. Si può parcheggiare in più punti, uno si trova proprio al piazzale dei due ristoranti della zona: l’ononimo Pian Schiaveneis e il Ristorante Monte Pallidi. Il piazzale è bello grande. Da lì si parte verso il Sentiero delle Marmotte, passando vicino ai cavalli… Sono 15-20 minuti fino a destinazione. Fra l’altro è un posto ambito anche da arrampicatori: una bella falesia contornata solo da montagne e pace.

 

 

La seconda volta abbiamo parcheggiato prima, scendendo dal Passo Sella. Sulla destra troviamo una piccola area pic-nic e subito dopo sulla sinistra si trova il piccolo parcheggio. Da lì si entra a sinistra e si incrocia subito il sentiero. Da questo punto la camminata è giusto di 10 minuti, quindi fattibile anche con i più piccoli e con persone più anziane.

 

 

 

Dobbiamo essere sinceri. La prima volta, delle marmotte nemmeno l’ombra… ma ci hanno suggerito che forse l’orario non era proprio ideale, eravamo arrivati verso mezzogiorno. Infatti le persone che avevamo incrociato sul sentiero che ci rassicurarono sulla direzione intrapresa, le avevano appena viste e nutrite… Ma ci siamo divertiti molto lo stesso. Anche l’attesa e la speranza di vederle può essere un’interessante esperienza da fare coi bambini, che al giorno d’oggi sono abituati alla società del consumo: pago e quindi ricevo. Senza giudizio. Ma questa è una “lezione” della natura che parla di fiducia, di pazienza, di accoglienza e anche di accettazione che le cose non vanno sempre come programmate.

 

 

Lì accanto c’è anche una bellissima cascata che, col suo scorrere, rilassa il nostro udito, e ci fa esplorare tronchi e passaggi usurati dal costante flusso di acqua pura e fresca.

 

 

La seconda volta, siamo riusciti ad arrivare un po’ prima… ma erano comunque già le 11! Gulp! Le abbiamo sentite fischiare, questo sì. Ed eravamo anche lieti di vedere che c’erano meno segni di passaggio umano. Mia zia (nella foto dell’incontro ravvicinato), in effetti, era andata di mattino presto. Con quella pelliccia avranno troppo caldo sotto il sole del mezzogiorno! Chissà…

E vale la pena andarci anche solo per il panorama indescrivibile che accompagna il viaggio…

 

 

 

Quindi… consigliamo di andarci presto e invitiamo, anche se emozionati, di non fare grossi schiamazzi e comunque cercare di rispettare il loro territorio. Portare da mangiare e lasciarglielo davanti alle tane va bene, purché sia cibo adatto. Provate a pensare cosa potrebbe mangiare un roditore!

Se poi siete stati in grado di incontrarle e interagire con loro… fateci pervenire le vostre foto, le pubblicheremo volentieri!

 

E per mangiare?

Ci sono due ristoranti, come accennato, Pian Schiaveneis e il Ristorante Monte Pallidi. Noi ci siamo fermati la prima volta nel primo, ma solo per un caffé, quindi non possiamo dare una vera recensione. La seconda volta, invece, abbiamo mangiato al Ristorante Monti Pallidi. Io adoro le leggende, perciò, per me è stata una vera sorpresa. Tutto il ristorante “parla” della leggenda dei Monti Pallidi.

 

 

 

 

Ci siamo trovati davvero bene. I piatti erano gustosi e il personale gentilissimo. Consigliato!

In bocca al lupo nel tuo incontro con le marmotte!

 

 

 

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